| Accarezzarti
il viso tra mille aghi scalzi sentirti veramente più che carne ed ossa stringerti e inaugurarti visi accesi di sole e madreperla. Questo farei! Sotto l’acqua lieve di baci in compagnia di sirene e bachi da seta: le sirene per cantarti nell’anima, i bachi da seta per tesserti trame infinite di me. L’alba non sempre si leva in me e corde di rame verde mi ululano in gola Ma tu, più d’un immenso esercito di piombo più d’una carezza che si erge nel bacillo della notte, sei qui a camminarmi dentro leggero e veloce come zampine di formica morbido e rassicurante come lenzuola appena scoperte. Sei tu strumento delle mie mille vite forse mai vissute forse solo sognate. Primo premio al concorso nazionale di poesia e racconti brevi “I giovani quelli che hanno voglia di parole” - II edizione (NA). |