Breve recensione di “Nada”, di Carmen Laforet
Andrea e Barcellona sono le protagoniste, l’una in continuo scambio fenomenològico con l’altra.

In condizioni disagiate e di disfacimento (le stesse di una Barcellona dell’immediato post guerra civile), Andrea approda in questo “fuori” accogliente per iniziare a frequentare l’università.

Con le sue poche cose (“poiché siamo ciò che abbiamo”) affronta le sfide di quel periodo tardo adolescenziale: le nuove amicizie bohémien, i primi amori (il primo bacio da “non protagonista”), una casa sudicia e fredda, il rigore velato della zia, la fame e la povertà.

Dallo stile scorrevole e chiaro, “Nada” emana un io urlante di emozioni alla scoperta “dello stare al mondo”.

“Il corpo alla ricerca dell’esistere e dell’esser gettati là”.