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Mercoledì 16 aprile 2008 Ufficio Stampa - Comune di Cavallino-Treporti |
“Abbiamo
fatto un passo avanti: da
oggi in poi l’esistenza
del Comune di Cavallino-Treporti
non è più in discussione
e questa minaccia non potrà
più essere strumentalmente
usata contro le legittime
aspettative del nostro Ente
e della collettività che
rappresenta”.E’ il primo commento del sindaco Erminio Vanin all’ordinanza del TAR Veneto, depositata stamani, con la quale ha sospeso il proprio giudizio sul ricorso del Comune di Venezia in merito alla definizione dei rapporti patrimoniali tra il Comune di Cavallino-Treporti e quello della città lagunare. Il Tribunale Amministrativo ha rimesso alla Corte Costituzionale la decisione sulla sola costituzionalità dell’art. 3 della legge regionale 11 del 1999, istitutiva del Comune, che stabilisce le modalità della divisione del patrimonio. “In altre parole – sottolinea il sindaco – i giudici della Consulta saranno chiamati a valutare se la Regione dovrà meglio definire puntuali e inequivocabili criteri di ripartizione del patrimonio mobiliare ed immobiliare”. Invero, la Corte Costituzionale già con l’ordinanza del 28 gennaio 2002, aveva dichiarato inammissibile una precedente eccezione di incostituzionalità, rilevando che il Comune di Cavallino Treporti è ormai una realtà pienamente operante nel mondo giuridico e che non avrebbe alcun senso rimetterla in discussione. Oggi il TAR Veneto non solo condivide le argomentazioni della Corte ma le rafforza, sottolineando che il Comune di Cavallino-Treporti ha continuato ad operare per anni e “pertanto anche nella fattispecie sottoposta all’esame del Collegio il procedimento istitutivo del Comune di Cavallino-Treporti non può che ritenersi un mero antecedente di fatto non più rimuovibile”.. E aggiunge il Giudice Amministrativo che “avendo il Comune di Venezia sostanzialmente prestato acquiescenza alla istituzione del Comune di Cavallino-Treporti (non ha impugnato gli atti del procedimento di istituzione del nuovo Comune ed ha accettato senza riserve svariati atti afferenti alla ricognizione e alla divisione del patrimonio immobiliare), deve escludersi che lo stesso possa ora (in un ricorso in cui si limita a censurare la correttezza dei criteri di ripartizione del patrimonio) proporre un’eccezione di costituzionalità che potrebbe portare a travolgere addirittura l’istituzione del Comune di Cavallino-Treporti”. Il TAR conclude affermando che non avrebbe senso porre nel nulla tutto il procedimento di istituzione del Comune di Cavallino-Treporti, Comune che, come già detto, opera ormai da circa dieci anni e la cui istituzione non è stata contestata allora dal Comune di Venezia. “Queste affermazioni – aggiunge il sindaco Vanin - mettono la parola fine allo spauracchio con il quale è stata in più occasioni sbandierata anche dal Comune di Venezia la possibilità di rimettere in discussione l’esistenza del nostro Comune, vanificando la volontà popolare di autonomia concretizzata nel 1999”. “Il baratto dell’autonomia con la rinuncia alla divisione patrimoniale non ha trovato e non troverà spazio – assicura Vanin -. Ciò che importa è affermare il principio che, in ogni caso, tale divisione deve avvenire. E va anche ricordato che da lungo tempo il Comune di Cavallino-Treporti ha tentato, senza successo, di giungere ad un accordo stragiudiziale con il Comune di Venezia che tenesse conto delle reciproche ragioni e dei reciproci interessi, trovando però nelle Amministrazioni veneziane un muro di gomma”. “L’unico dato negativo – rileva in conclusione il sindaco – è che si allunga il percorso per la chiusura della vicenda. Noi non demorderemo e faremo quanto è nelle nostre possibilità per vedere riconosciuta la quota di patrimonio a noi spettante. Ma da oggi ripartiamo con una garanzia in più: non sarà più possibile fondare incertezze future o pretesti che lascino disattese le legittime aspettative della nostra comunità”. |
“Abbiamo
fatto un passo avanti: da
oggi in poi l’esistenza
del Comune di Cavallino-Treporti
non è più in discussione
e questa minaccia non potrà
più essere strumentalmente
usata contro le legittime
aspettative del nostro Ente
e della collettività che
rappresenta”.