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Lunedì 4 dicembre 2006 Emanuele Esposito - CavallinoTreporti.net |
| Come
fare se un’ottantina di
tartarughe, di una specie
a rischio di estinzione,
decide di preparare il letargo
in un cantiere? Semplice: si bloccano i lavori. E’ questa la formale richiesta di Gianluigi Bergamo, presidente della nota associazione ambientalista Verdelitorale. Il cantiere in questione si trova presso il fossato adiacente a via Adige. L’animale è, invece, una tartaruga palustre europea (Emys Orbicularis), che si prepara al suo letargo giusto in questi giorni. I lavori, avviati dal consorzio di Bonifica Basso Piave, sono stati iniziati per la pulizia e lo scavo del fossato che fiancheggia la stessa via. Ed è proprio qui che una decina di esemplari tra via Bacchiglione e via Musone, e circa 70 esemplari in via Montello, hanno trovato riparo. “Nel mondo e in Italia - spiega Gianluigi Bergamo - per la protezione delle testuggini e delle tartarughe si fa riferimento a due convenzioni internazionali: quella di Washington, firmata il 3 marzo del 1973 dai rappresentanti di 77 Nazioni, Italia compresa, e quella di Berna, che risale al 19 settembre del 1979, e non da ultimo allo statuto comunale e al nuovo regolamento sul trattamento degli animali”. Considerando tra l’altro che la testuggine in questione appartiene ad una specie che può determinare il riconoscimento di un’area Sic, ovvero d’interesse comunitario, la lettera spedita ai vari interessati da Gianluigi conclude chiedendo la sospensione dei lavori fino a primavera inoltrata, quando la tartaruga, non più in letargo, sarà in grado di spostarsi autonomamente e mettersi al riparo. |