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Schianto con l’elicottero nel pomeriggio, muore Giorgio Panto
Lunedì 27 novembre 2006
Emanuele Esposito - CavallinoTreporti.net
L’elicottero, la sua passione, che si schianta in laguna, dopo aver toccato l’acqua con una pala: è morto così Giorgio Panto, poco prima dell’arrivo dell’ambulanza.

L’imprenditore, editore e politico si trovava a bordo del velivolo in compagnia di Pietro Fabrini, 65enne di Trento, al momento dello schianto, nel canale di Burano. L’elicottero, un Robison 44, forse a causa di una manovra mal calcolata sopra alla barca in cui si trovava Tomas, il figlio 30enne di Panto, insieme al Vicepresidente della Regione Veneto Luca Zaia, o forse per un guasto tecnico, ha perso quota, poco prima delle 16, e con una pala del rotore ha toccato l’acqua, ed è precipitato in laguna.

Nonostante le ferite causate dall’impatto, i due sono riusciti ad uscire dalla cabina di volo poco prima che l’elicottero si riempisse d’acqua e andasse a toccare il fondo della laguna (8 metri), non lontano dall’aeroporto Marco Polo di Tessera. Fabrini e Panto, che al momento sembravano ancora coscienti, sono stati soccorsi una prima volta da proprio dal figlio di quest’ultimo, Tomas, insieme ad alcuni amici. Li hanno trasportati all’imbarcadero di Cavallino-Treporti, dove ad attenderli c’era un ambulanza del Suem. Prima dell’arrivo all’imbarcadero, però, Giorgio Panto è morto.

Quest’ultimo aveva trascorso la giornata nella sua casa sull’isola di Crevan, di sua proprietà. Dopo aver pranzato con Pietro Fabrini e i familiari, aveva deciso di fare un volo con l’amico. Quest’ultimo, dopo essere stato ricoverato, non sembra destare preoccupazioni.

Per Panto non è, però, il primo incidente: nel 1989 con un aeroplano Piper si schiantò contro un fienile a Trebaseleghe (PD). Allora gli andò bene: lo scontro di ieri, invece, non gli ha lasciato scampo.
Si spegne così il “re degli infissi”, nonchè proprietario di una catena di reti televisive e fondatore del movimento autonomista Progetto Nordest.