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Retrospettiva di Guido Gomas
Si terrà nella sala del Centro Civico di Ca’ Savio la retrospettiva di Guido Gomas, uno dei più affermati pittori di Cavallino-Treporti, con i seguenti orari (dal 2 al 17 settembre):
Lunedì: dalle 15 alle 19.30
Martedì: dalle 10 alle 12.30
Mercoledì: dalle 15 alle 19.30
Giovedì: dalle 10 alle 12.30
Venerdì: dalle 15 alle 19.30
Sabato: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30
Domenica: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30


Chi è Guido Gomas
Il noto artista, scomparso il 22 aprile 2005, era nato a Valdagno (Vicenza) nel 1936, e si era poi trasferito con la famiglia a Venezia nel 1947, a 11 anni. Aveva compiuto gli studi in vari collegi tra cui la Scuola Militare di Napoli: all’età di 16 anni, uno dei suoi quadri fu esposto alla “Collettiva dei Giovani” dell’ Opera Bevilacqua La Masa di Venezia, e fu proprio in quest’ occasione che Guido assunse il nome d’arte di “Gomas”. Dopo aver partecipato a numerose collettive in tutta Italia, arrivò la sua prima mostra personale, nel 1959: si svolse alla “Fondazione Bevilacqua La Masa”.

Nello stesso anno conseguì la laurea in legge a Padova: gli anni di studio universitario furono molto proficui, non solo dal punto di vista della pittura. Gomas si dedicò anche al teatro e al cinema; infatti, dopo aver girato per l’Europa ed esposto con piccole mostre anche a Parigi e a Londra, arrivò a Milano, dove cominciò a lavorare come disegnatore. In seguito si trasferì a Roma, dove lavorò per alcuni film d’animazione: nel 1965, poi, cominciò ad occuparsi di regia, con cortometraggi a disegni animati (con Manfredo Manfredi vinse il Nastro d’Argento del cinema italiano nel 1969) e a realizzare, inoltre, documentari dal vero e servizi culturali televisivi.

Durante il periodo dedicato al disegno e alla cinematografia, Gomas aveva smesso di dipingere ma, appena tornato a Venezia (1973), dopo qualche incertezza, riprese a dipingere coronando così il sogno di dedicarsi completamente alla sua vera passione: la pittura. “La mia pittura è semplice, un po’ rigida, quasi scolastica”, diceva l’artista stesso.