Dopo Giorgio Ballarin, nuove minacce contro chi espone la bandiera dell’autonomia

Dopo Giorgio Ballarin, nuove minacce contro chi espone la bandiera dell’autonomia

Minacce a Giorgio Ballarin, rappresentante del “Movimento Gente Comune”, e ad un concittadino che preferisce invece restare anonimo. Unica colpa, aver esposto la bandiera del Comune, un vessillo non ufficiale presentato durante la festa dell’autonomia del 13 dicembre scorso.

«Un atto vigliacco, che fermamente condanniamo – commentano dal gruppo “Facciamo Centro”, ideatore della stessa bandiera – e che mette in discussione la libertà di chi vuole fare politica in questo Comune addormentato dalla politica stessa. Davvero fa paura questa bandiera a Cavallino-Treporti? È una minaccia alla vita civile di questo territorio?»

All’interno, minacce di bruciare la bandiera e di imbrattare tende e saracinesche del bar “Azzurra” di Ca’ di Valle, di proprietà dello stesso Ballarin. Le lettere non sembrano, almeno per ora, essere state inviate alle altre persone che hanno deciso di acquistare la bandiera.

«L’atto minaccioso e ricattatorio – si legge in un comunicato dello stesso gruppo – molto in voga nel nostro litorale, dimostra quanto ancora si debba lavorare per riconquistare quei semplici valori di diritti e libertà, che sta nell’espressione dei pensieri che ogni cittadino vuole esprimere. Un comune nuovo che ha ancora un pensiero e una cultura vecchia, chiusa e isolata, e che fa di un nemico da combattere, chi la pensa e agisce in modo diversamente».

I responsabili invitano poi altri cittadini ad esporre dai balconi la bandiera, al fine di «difendere la libertà e battere questa indifferenza di stile mafioso».

«Non è la prima volta che subisco minacce – dice Giorgio Ballarin – ma sono comunque amareggiato. In quello che faccio, ci metto sempre la faccia: che senso ha mandarmi una lettera di questo tipo? Ho deciso di togliere la bandiera dalla gelateria, solo perché la mia attività non centra nulla con questa storia e non deve farne le spese».

Il tutto è stato denunciato ai Carabinieri della stazione di Ca’ Savio per gli accertamenti del caso.

Sospetti su chi potrebbe essere l’autore delle lettere? «Nessuno. Chi ha scritto la lettera si definisce un amico e un frequentatore del locale – conclude Ballarin – è anche firmata ma in un modo incomprensibile».

Emanuele Esposito – CavallinoTreporti.net

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